Modifiche PENSIONI contenute nella Legge di Bilancio 2024!

Nel video di oggi vedremo tutte le novità in campo pensionistico introdotte dal Governo Meloni con la Legge di Bilancio 2024, che dovrà essere definitivamente approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre 2024.

Queste modifiche, se tutte definitivamente confermate, riguarderanno: Pensione di vecchiaia e anticipata contributiva, quota 103, opzione donna, APE sociale, perequazione e riscatto di buchi contributivi.

Partiamo subito!


Pensione di vecchiaia e anticipata contributiva: dal 2024, nel sistema contributivo, per accedere alla pensione di vecchiaia, quindi quella basata sul requisito dell’età anagrafica, ci vorranno 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi (e fin qui nulla di nuovo), a patto che l’assegno pensionistico non sia inferiore all’assegno sociale, mentre fino al 2023 doveva essere pari all’assegno sociale moltiplicato per 1,5.

 Ma attenzione che per quanto riguarda la pensione di anzianità contributiva anticipata, sempre per chi usa il sistema contributivo, si potrà accedere alla pensione all’età minima di 64 anni, con almeno 20 anni di contributi effettivi, ma attenzione che la pensione deve almeno essere pari a 3 volte l’assegno sociale (quindi circa 20.000€ lordi l’anno), questo coefficiente si riduce però a 2,8 per le donne con un figlio e a 2,6 per le donne con almeno 2 figli

In questo caso la pensione avrà un tetto massimo pari a 5 volte l’assegno sociale (quindi circa 33 mila € lordi) fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia, cioè 67 anni di età. Vi è inoltre una finestra di uscita di 3 mesi che devono passare tra il maturamento dei requisiti e l’ottenimento del primo assegno pensionistico.


Quota 103: anche nel 2024 ci sarà la possibilità di ottenere una pensione anticipata con “soli” 62 anni di età e 41 di contributi, ma non senza importanti modifiche elencate di seguito:

  • sono state allargate le finestre di uscita, passando da 3 a 7 mesi per i lavoratori privati e da 6 a 9 mesi per i lavoratori pubblici. Di conseguenza l’anticipo effettivo è quasi totalmente annullato, perché se di base ci vogliono 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 e 10 mesi per gli uomini per andare in pensione, con i normali 3 mesi di finestra, chi aderisce a quota 103 al massimo anticipa il pensionamento di 6 mesi se è una donna e di 1 anno 6 mesi se è un uomo.
  • Chi aderisce a quota 103 non potrà avere altri redditi da lavoro superiori ai 5.000€ lordi annui.

  • L’intero importo dell’assegno verrà calcolato col sistema contributivo, anche per chi era nel misto con anni di lavoro precedenti al 1996.

  • La pensione non potrà superare i 2250€ lordi mensili, ovvero 4 volte il trattamento minimo.

  • Attenzione che sia il tetto sia il metodo di calcolo contributivo verranno mantenuti per sempre, non solo fino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia come era per quota 103 fino al 2023, quindi una bella batosta!

  • Chi nel 2024 matura i requisiti per quota 103, ma decide di continuare a lavorare, potrà beneficiare del bonus Maroni, cioè vedersi versato in busta paga la quota contributiva a carico del lavoratore, pari al 9.19% dello stipendio.


Opzione donna: viene confermata anche per quest’anno, ma se erano state introdotte notevoli limitazioni di accesso nel 2023, anche per il 2024 il Governo ne ha introdotte di ulteriori, ovvero:

  • l’età per accedere ad opzione donne è pari a 59 anni per le donne con almeno 2 figli, 60 anni per quelle che hanno un figlio e 61 anni per le donne senza figli, nel 2023 bastavano 58, 59 e 60 anni, quindi ci vuole un anno in più.
  • Come l’anno scorso tutta la pensione sarà calcolata col metodo contributivo. 
  • Occorrono almeno 35 anni di contributi versati ed essere, disoccupate, caregiver o invalide al 74%
  • Sono presenti dele finestre di uscita pari a 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e a 18 mesi per le autonome.

Ape sociale: è rivolta a disoccupati, caregiver, persone con invalidità almeno al 74% o lavoratori gravosi, in questo caso nel 2024, queste categorie potranno anticipare la pensione all’età di 63 anni e 5 mesi, nel 2023 ne bastavano 63, in più servono dai 30 ai 36 anni di contributi versati a seconda del lavoro svolto, ma le mamme con un figlio avranno uno sconto di un anno, per il requisito degli anni di contributi e le mamme con almeno 2 figli avranno 2 anni di contributi di sconto.


Perequazione: cioè l’adeguamento delle pensioni all’inflazione, quest’anno viene modificata la fascia più alta portandola da un adeguamento del 32% al 22% dell’inflazione (per le pensioni superiori a 10 volte il trattamento minimo).


Riscatto di buchi contributivi: nel 2024 sarà possibile il riscatto di buchi contributivi fino ad un massimo di 5 anni per i lavoratori in regime totalmente contributivo, il costo sarà pari all’onere contributivo al momento della domanda, quindi:

se nell’ultimo anno avete versato 10.000€ di contributi totali e volete riscattare 1 anno di buco contributivo fatto nel 2005 vi costerà 10.000€, ma potrete pagare a rate fino ad un massimo di 10 anni, se le rate saranno almeno pari a 30€ al mese.

 


Buona visione!

 

Sempre nella massima indipendenza e assenza di conflitti di interesse con banche, assicurazioni, SIM, SGR, poste, ecc…

Io sono Mauro Zuddas, consulente finanziario indipendente iscritto all’albo OCF sezione Autonomi e alle associazioni Nafop e ANCP.

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